Santi, eroi, pontefici, cavalieri…la tentazione è forte, oggi come ieri!
Chi resiste ad un gioiello?

di Tiziana Busato
Lucifero era bello. Troppo bello per il Paradiso. Così Dio lo allontanò, insieme ai brutti pensieri che segretamente covava. Lo sprofonda nel ventre nero della Terra, e la sua cacciata è sottolineata da una pioggia di pietre luminose e ardenti. Indistruttibili come la potenza di Dio che Lucifero aveva osato sfidare. Pure come la Vergine, della quale soltanto sarebbero state l’adeguato ornamento. Così sono “nati” i diamanti nelle prime
descrizioni riportate e per questo San Luigi nel 1300 vara un editto che vieta alla nobiltà di indossarli, non essendone abbastanza degna. Più tardi, il brillante era, insieme alla vera di nozze, l’unico gioiello con cui una signora poteva recarsi in udienza dal Papa.
Il cerimoniale vaticano si attiene ancora alla stessa regola, anche se non sempre viene rispettata.
Quando l’oro parla, l’eloquenza non ha forza diceva Erasmo da Rotterdam. Chiesa e nobiltà, (ufficialmente) per motivi diversi, rincorrono gioielli e gioiellieri con identica cupidigia. Si moltiplicano vittime e leggende: Paracelso e Benvenuto Cellini muoiono per aver ingerito polvere di diamante (ritenuto un veleno potente), mentre tante favorite di Corte si sentono mancare quando realizzano di aver prodigato favori ad amanti ingrati e spilorci. Diamante dal greco adàmas, l’invincibile, perchè niente riusciva a tagliarlo. Niente tranne un altro diamante!
E cominciò così il balletto dei carati, dei tagli, dei brillanti… Conchiglie, incisioni su selce o su zanne di mammuth, oggetti rari e di difficile reperibilità, conferivano importanza e prestigio a chi li indossava. Cambiano i tempi, si affinano le tecniche artigianali, si formano distretti e botteghe ma rimane identico lo spirito con cui si indossa un prezioso. E oggi? Sdoganati i brillanti (che fino a cinquant’anni fa si sfoggiavano solo di sera o, appunto, in udienza dal Papa), vige sempre la regola che l’eccesso rende ridicole (il femminile è purtroppo d’obbligo). Come i vestiti, anche i gioielli hanno delle ore precise per essere indossati. Solo di sera la spilla con pendenti, catene, perle e bracciali vanno bene a ogni ora. Esibirli tutti insieme non vi fanno apparire ricca ma una nuova ricca, ahimè. E ricordate che i mariti falsi generosi considerano i preziosi dalle grosse cifre non regali ma patrimonio familiare. Significa che li dovrete restituire in caso di separazione. Rimarrebbero della signora invece l’anello di fidanzamento, il regalo per il primogenito e qualche eventuale acquamarina…
Lungi dal voler fare l’uccellaccio del malaugurio, vi lascio con la grande intuizione di Paperon de Paperoni: “l’oro non è tutto nella vita. C’è anche il platino, diamine!”
Fonte www.liveinmagazine.it
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