Andiamo indietro, molto indietro nel tempo, addirittura 50.000 anni fa, quando un meteorite si schiantò nelle sabbie desertiche dell’Arizona.
Una sostanza veramente strana, quella della composizione dei cristalli ritrovati, solo alla fine del 1800, nei suoi frammenti : estremamente dura, resistentissima e mai vista prima. Valeva la pena di studiarla, identificarla, e poi, proprio perché così interessante, duplicarla in laboratorio. In fondo, veniva sempre dallo spazio.
Non aveva ancora un nome, ma si pensò subito a Henri Moissan, il Premio Nobel della chimica, perché, nel 1904, la identificò come carburo di silicio: e così, da allora, si chiamò Moissanite, come tributo della scienza al fascino di un mistero. Mistero che fu svelato, cento anni dopo, da alcuni scienziati un po’ alchimisti, un po’ artisti, preparatissimi e molto determinati, che riuscirono a creare cristalli più grandi, più puri, perfetti.
E quando vennero sfaccettati, i cristalli sprigionarono la loro eccezionale luminosità, divenendo gemme di straordinaria bellezza. Era nata la Moissanite Charles & Colvard, il regalo di una stella per ogni donna del terzo millennio.










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